Facebook pare che dopo lo scorse problematiche ne sorgono di nuove. Pare che questa volta l’azienda abbia scambiato informazioni personali con i principali produttori di smartphone nel mondo. Le aziende che avrebbero ricevuto questi dati sarebbero Apple, Blackberry, Microsoft, Amazon e tante altre di cui non siamo a conoscenza.

Facebook motivo di questi accordi

Facebook avrebbe stretto questo genere di accordi per garantire un certo tipo di servizi. Quali servizi d’intrattenimento su Messenger, Gestore Pagine ed anche servizi integrati nello stesso Facebook tipo bottoni e rubriche. I quali inviano informazioni personali quali gusti sessuali, orientamento politico e partecipazioni ad eventi. Tutto ciò per permettere l’uso di queste informazioni ad aziende esterne non sapendo il trattamento a cui venivano sottoposte.

Facebook da 10 anni che succede ciò

L’azienda sono 10 anni che raccoglie questo genere di dati e li rivende ai produttori di smartphone. Aiutando le aziende a scoprire i gusti degli utenti e così facendo creare dei profili degli utenti sempre più precisi. Per poter inviare sempre più pubblicità mirata. Alla luce dei recenti avvenimenti Facebook con tanto di scuse ufficiali che aveva fatto alle varie istituzioni. L’azienda aveva omesso questo “vizietto” che era ormai una consuetudine.

Anzi quando tutto ciò è stato scoperto Facebook ha precisato che la cessione dei dati era regolata da precisi accordi. Che limitava fortemente le aziende sull’uso e l’appropriazione delle informazioni. Comprese quelle residenti sui server delle altre aziende. Le partnership sono nella maggior parte attive anche se negli anni sono state ridotte di molto a detta di Facebook.

Facebook secondo l’azienda la raccolta dati è legittima

Secondo l’azienda questo tipo di raccolta dati è giusta dato che i dispositivi sono estensioni del servizio. Perché permettono agli utenti l’accesso al servizio e quindi non sono estranei alla raccolta dati. In questo caso secondo Facebook i produttori sono liberi di accedere a qualsiasi tipo di dati anche quelli con restrizioni. Tutto ciò quindi porta alla possibilità di una raccolta dati senza limiti dove l’utente rimane passivo e non può fare niente per contrastare il fenomeno.

Anzi per l’azienda della Silicon Valley è possibile ottenere informazioni sugli utenti anche da quelli che hanno negato il consenso per lo scambio di informazioni con terze parti. Tramite gli amici sul social network è possibile estrarre tutte le informazioni che servono rendendo di fatto questo fenomeno inarrestabile. Creando la necessità di regolamentare tutto ciò in virtù del GDPR dove tale azioni dovrebbero essere espressamente citate nei termini di servizio.