Nel mercato odierno sono disponibili una moltitudine di prodotti con caratteristiche ben diverse tra di loro. Ad avere maggior riguardo durante l’acquisto  di un corpo macchina è il sensore, vero e proprio “cuore” di tutto il processo di formazione dell’immagine. La tecnologia ha fatto passi da gigante e tutt’oggi molte aziende sono riuscite ad raggiungere dei risultati pazzeschi, offrendo, anche con sensori più piccoli, una qualità generale importante. Ma cosa cambia realmente tra un sensore Fullframe, Aps-c e Micro 4/3?

Fullframe, Aps-c e Micro 4/3: le dimensioni contano?

Il gioco di parole potrebbe risultare divertente, ma in realtà ben definisce il come, nel momento storico e tecnologico in cui ci troviamo, le differenze tra questi vari “tagli” di sensori siano minime. Prima di andare ad introdurre le loro principali caratteristiche è importante andare a definire che, dal punto di vista fisico, un sensore più grande: cattura molta più luce, ha una gamma dinamica maggiore, una profondità di campo minore e un rapporto alti iso/rumore minore rispetto ai sensori più piccoli. Detto questo, ecco le principali differenze tra i sensori fotografici più diffusi sul mercato:

Fullframe;

  • il cosidetto “Formato Pieno” (35mm) che ha preso il sopravvento nella cerchia dei fotografi professionisti ed amatori esperti
  • Grandezza sensore 36 x 24 mm
  • Gamma dinamica elevata (si va dai 15 stop in su)
  • Ottimo rapporto alti iso/rumore
  • Profondità di campo minore rispetto ai sensori più piccoli
  • File più “pulito” rispetto ai sensori più piccoli (permette così stampe più grandi senza notare imperfezioni)
  • Corpi macchina molto professionali, robusti ed accessoriati
  • Rapporto dimensioni/pesi a volte squilibrato (dipende molto dalle ottiche)
  • Prezzi maggiori rispetto ai sensori più piccoli
  • Canon, Nikon, Pentax e Sony

Aps-c;

  • Formato molto in voga tra gli amatori e i principianti
  • Grandezza sensore 23,4 x 15 mm
  • Rapporto dimensioni/pesi equilibrato
  • Buon rapporto alti iso/rumore (varia da produttore a produttore)
  • Gamma dinamica buona (circa 12-13 stop)
  • Prezzi mediamente più bassi rispetto ai sensori maggiori
  • Profondità di campo maggiore rispetto ai sensori più grandi (circa 1,5 stop rispetto al Fullframe)
  • Canon, Nikon, Pentax, Sony e Fujifilm

Micro 4/3;

  • Sensore molto apprezzato dai videomakers e vlogger recenti
  • Grandezza sensore 17,3 x 13 mm
  • Rapporto dimensioni/pesi super equilibrato (specialmente con ottiche fisse)
  • Gamma dinamica sufficiente (siamo sui 9-10 stop)
  • Rapporto alti iso/rumore sufficiente (molto minore rispetto ai sensori più grandi)
  • Profondità di campo maggiore rispetto ai sensori più grandi (circa 2 stop con il Fullframe)
  • Prezzi mediamente più bassi rispetto ai sensori più grandi
  • Possibilità di poter montare tutte le ottiche micro 4/3 non esistendo un attacco proprietario
  • Panasonic e Olympus

Quale sensore scegliere e perché?

La scelta di un corpo macchina, e quindi del suo sensore annesso, è una scelta molto personale. Moltissimi fotografici del passato definivano il Fullframe come il giusto compromesso tra qualità, pesi e prezzo (rispetto al Medioformato che ha prezzi molto più alti). Tutt’oggi moltissimi di questi, lavorano con sensori più piccoli poiché si è raggiunto un livello di qualità veramente alto, e ovviamente, i pesi e le dimensioni di questi corpi macchina permettono di poterli portare sempre con sé senza rinunciare ad un mezzo ricco di funzioni.

E’ ovvio che per certi lavori, e per certe grandezze di stampa, il sensore più grande può offrire una qualità generale maggiore. Basti pensare ai lavori dei pubblicitari e dei fotografi di moda che hanno bisogno di un mezzo congruo al loro lavoro, ma soprattutto un mezzo che gli permetta di poter ottenere il massimo dal loro file (soprattutto se post prodotto in maniera pesante). Oppure ai ritrattisti che possono giovare della minor profondità di campo di questi sensori per poter creare un Bokeh (sfocato) più piacevole e di impatto visivo.

La scelta potrebbe risultare essere molto ardua, tendenzialmente il sensore Aps-c sembra aver raggiunto un livello qualitativo veramente alto, tanto da avere sempre meno differenze con il Fullframe. Questo è stato possibile grazie al lavoro di aziende come Fujifilm e Pentax che, avendo avuto solo il sensore Aps-c per moltissimo tempo, hanno investito in questa tecnologia facendola diventare in pochi anni un’ottima alternativa al “formato pieno” (nel passato le differenze erano maggiori). Quindi potremmo dire che l’Aps-c è il più equilibrato fra i sensori sul mercato, oltre ad essere quello con il rapporto qualità/prezzo più interessante.

Il Micro 4/3 riesce comunque a ritagliarsi un piccolo spazio (neanche troppo piccolo visto che Olympus e Panasonic vendono tantissimo) nel mercato odierno. Le sue armi più interessanti sono quelle legate alla possibilità di poter utilizzare qualsiasi ottica 4/3 presenti sul mercato, la compattezza degli obiettivi e dei corpi e una tecnologia sempre all’avanguardia. Potremmo così dire essere corpi molto adatti alla fotografia di viaggio, street photography e reportage (con una qualità generale molto interessante).