No, non è a caso che il titolo di quest’articolo faccia riferimento a una nota saga fantascientifica, ma è il paragone più azzeccato per definire ciò di cui andremo a parlare in quest’articolo: il Deep Web, il lato profondo e nascosto, a tali volte oscuro che l’utente difficilemente può accedervi se non è pratico di web o informatica.

Un iceberg chiamato Internet

Tutta la rete internet (chiamata anche web o rete) è spesso rappresentata come un grosso iceberg che galleggia: come ben sappiamo tutti, di un icerberg non c’è solo la punta che sbuca fuori dal mare ma c’è anche tutta una parte nascosta ed invisibile che molto difficilmente noi potremmo andare a vedere sennò con i mezzi giusti come mute da sub, sottomarini, robot etc… Il web è così: tutto ciò che noi vediamo attraverso i nostri occhi (rappresentati in questo caso dai motori di ricerca come Google, Yahoo!, Bing etc…) sono solo lo 0,1% stimato dell’intero web esistente. Si stima che il restante 99,99% del web sia molto più nascosto e difficile da raggiungere per la maggior parte degli utenti: il Deep Web.

Gli esperti stimano che la maggior parte di noi, compresi anche noi che ora stiamo navigando su questo blog, stiamo utilizzando e visualizzando la minor parte dei contenuti che Internet ci può offrire (nel senso buono o negativo dell’offrire, sia chiaro!). Infatti, tutti i siti che visitiamo ogni giorno come Facebook, Twitter o Instagram sono solo una piccolissima porzione di web che è facilmente accessibile grazie alla rete mobile dei nostri smartphone o alle connessioni veloci dei nostri modem a casa o in ufficio.

Un po’ di storia del web: la nascita di ARPANET

Il web nasce inizialmente come progetto militare dell’esercito statunitense chiamato ARPANET nel lontano 1969 (circa 49 anni fa) che permetteva uno scambio veloce di informazioni molto delicate e top segret tra i vari avamposti militari durante la guerra fredda. Successivamente, il progetto della futura rete Internet, durante gli anni 70′ si è spostato nei centri di ricerca delle università americane come mezzo di scambio dei dati attraverso i nodi dell’Università della California di Santa Barbara, dell’Università di Los Angeles e dell’Università dello Utah. Nascono in questo periodo i primi protocolli per il collegamento client/server e alcuni importantissimi software come Telnet e i programmi FTP (File Transfer Protocol) usati ancora tutt’oggi. E’ il 1971 quando un giovane ingegnere informatico, Ray Tomlinson inventa il primo servizio di posta elettronica (elettronic Mail o meglio conosciuta come e-Mail) con i programmi SENDMSG e CPYNET, un anno prima che il servizio ARPANET venisse presentato ufficialmente al pubblico. Solo sette anni dopo, vennero implementate sulla posta elettronica da Kevin MacKenzie le prime emoticons per definire degli stati d’animo. In Italia a collegarsi per primo al web fu l’Università di Pisa, dove vi era il più grande polo di ricerca fra i più avanzati in Europa.

 

La nascita del World Wide Web (o anche WWW)

Con gli inizi degli anni 90′, il progetto ARPANET subisce una notevole evoluzione su quello che poi sarebbe stato il moderno web: nel 1991, infatti, il ricercatore del CERN di Ginevra Tim Berners-Lee implementò il primo protocollo HTTP (Hyper Text Transfer Protocol) che avrebbe portato alla formazione del primissimo sito internet (come oggi lo intendiamo) della storia (ecco il link che è tutt’ora attivo: http://info.cern.ch/hypertext/WWW/TheProject.html). Dal 1991, l’invenzione del protocollo HTTP sancisce la nascita del odierno web chiamato World Wide Web o abbrevviato semplicemente WWW. Nel World Wide Web, le informazioni sono disposte secondo un sistema di librerie o di pagine consultabili da una nuova tipologia di programma chiamata Web browser, il primo prototipo di web browser ad essere lanciato fu Mosaic nel 1993. Dopo la nascita del web e la diffusione dello stesso grazie ai computer che entravano nelle case di tutti ci fu un grandissimo successo generale e i siti web e i browser crebbero a dismisura e divennero quelli che ora tutti noi conosciamo.

Il lato oscuro: il Deep Web

Mentre il web si diffondeva a macchia di leopardo in ogni parte del mondo e prendeva sempre più piede tra la gente, si sviluppò sempre in questi anni anche un web parallelo, un “gemello malvagio” lo potremmo definire, dove ogni attività illecita è lecita e l’anarchia regna sovrana: il Deep Web.

Il Deep Web rappresenta lo strato più profondo e più difficile da accedere del web, lo stesso Deep web è diviso in ulteriori strati sempre più nascosto, più oscuri e difficili da accedervi per l’utente comune, ma anche per l’utente più esperto. Gli esperti del settore, concordano tutti sul fatto che, il deep web sia formato da diversi strati (come una cipolla.. che vi spiegherò dopo il perché ho fatto il paragone con questo ortaggio, ma chi è più furbo capirà) e che non si conoscano le informazioni che circolano in questi strati e l’utenza che usufruisce di queste informazioni ma abbiamo solo leggende metropolitane e supposizioni.

Com’è diviso il Deep Web

Gli strati del Deep Web sono in totale otto e sono:

  • 1 Web Surface: Il web accessibile da tutti con tutti i siti che visitiamo giornalmente e con tutti i motori di ricerca più noti, soltanto con in più un sito di nome Reddit e i circuiti privati (come rete di una scuola o un un’azienda) oppure archivi di pornografia illegale e anche molte pratiche perseguibili penalmente (quindi moltissima ATTENZIONE!)
  • 2 Bergie Web: L’ultimo strato del web che si può accedere normalmente e può essere indicizzato dai normali motori di ricerca, qui troviamo alcuni siti un po’ oscuri come 4chan.
  • 3 Deep Web: Questo è il primo strato dove è più difficile accedervi: infatti potrete accedere a questa rete solo ed esclusivamente tramite proxy (TOR o altri) e contiene siti di pornografia infantile, siti di uccisioni e squartamenti, comunità di hackers ed illegalità di ogni genere.. e qui sorgono i mostri della parte più oscura del web definita Dark Web.

Com’è diviso il Dark Web

Il Dark Web presenta i prossimi 5 strati più oscuri, più nascosti e più inquietanti di tutto il web e sono:

  • 4 Charter Web: Diviso in due parti, una accessibile tramite TOR e una tramite una modifica hardware chiamata “shell closed system” racchiude i peggiori traffici di droghe e di esseri umani, tutti i film e i libri proibiti e infine tutti i mercati neri.
  • 5 Mariana’s Web: Dal nome già capireste che questo è uno degli strati più bassi di tutta la rete web, ma effettivamente non è così, infatti questo strato del Dark Web e del Deep Web si raggiunge attraverso il così detto “Polymeric falcighol derivation” ovvero attraverso complicatissime computazioni quantistiche. Ma chi possiede questa tecnologia? Ma ovvio, i governi… quindi se vi trovate ad accedervi a questo strato del web fate molta attenzione a ciò che fate.
  • 6 Senza Nome: Questo è uno strato intermedio tra il Mariana’s web e il settimo strato, e ci è completamente sconosciuto ogni suo uso, accesso o funzionlità.
  • 7 The Soup Fog (il Virus): Tutto ciò che noi sappiamo e che questo strato del Dark Web e in generale del Deep Web lo si potrebbe definire come una “war zone”, nient’altro si potrebbe supporre.
  • 8 The Primarch System: Scoperto solo 18 anni fa nel 2000, è stato per molto tempo una leggenda metropolitana per tutti gli internauti di Internet. Questo sistema controlerebbe tutto la rete intera e nessuno ma proprio nessuno ne hackers ne governi hanno il controllo su di essa. Si suppone che sia un bug della stessa rete internet, che non risponde ad alcun comando. Lo strato 8, suppongono gli esperti, che sia stato separato dalla rete attraverso un blocco funzione quantistico TR001 (un segnale incomprensibile per tutti gli attuali elaboratori).

Grazie per aver letto! 😀

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